Allergie primaverili: quali sono e che sintomi scatenano

Farmacia Sempione Dottor Colombo Riccardo

Con la fioritura primaverile, arrivano anche le tanto temute allergie. Secondo alcune statistiche evidenziate dall’Istituto Superiore di Sanità, circa il 20% della popolazione italiana soffre di allergie primaverili di diversa intensità. La causa principale sono i pollini liberati nell'aria da alberi e fiori che possono dare luogo a una serie di fastidiosi sintomi.

Allergie primaverili: quali sono e cosa consiglia la farmacia

Le allergie primaverili sono legate ai pollini. Questi allergeni da inalazione scatenano un'anomala reattività dell’organismo, causata dalla produzione eccessiva degli anticorpi IgE. La reazione viene amplificata anche da fattori ambientali, dall'inquinamento atmosferico, dallo stile di vita, dall'abuso di tabacco, dalla presenza di micro particelle nell'aria.

In base al tipo di allergeni, si classificano le seguenti allergie primaverili:

- parietaria. Pianta della famiglia delle urticacee, cresce spontaneamente nei bordi delle strade e dei muretti. Rilascia grandi quantità di polline, per un periodo compreso tra marzo a ottobre.

- Graminacee. Appartengono a questa categoria il grano, il granturco, l’avena, la gramigna dei prati, l’erba bambagiona, la segale, l’erba codolina, la cannarecchia e l’erba mazzolina. L'allergia alla pianta si sviluppa da marzo-aprile fino a settembre.

- Asteracae o composite. Ne fanno parte il dente di leone (ovvero il tarassaco), l’assenzio selvatico e l'ambrosia, piante dal forte potere allergenico. La reazione si scatena ad aprile per poi concludersi nel mese di settembre.

- Betullacee. La betulla è un arbusto tipico delle Alpi e degli Appennini. L’impollinazione precoce infastidisce gli abitanti dei centri urbani da marzo fino a maggio.

- Oleacee. Appartiene a questa famiglia, l'olivo la cui liberazione dei pollini nell'aria interessa maggiormente chi abita in Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Liguria. I sintomi dell'allergia si manifestano da metà aprile fino a giugno.

- Cupressacee. Il cipresso, arbusto tipico dei luoghi di culto e dei cimiteri, rappresenta a pieno la categoria. Il periodo di impollinazione e quindi di massimo sviluppo dell'allergia va da marzo fino a novembre-dicembre.

Per prevenire i sintomi allergici, ti consigliamo di non uscire nelle giornate ventose o troppo secche, perché è proprio in queste condizioni climatiche che si concentrano i pollini. Non aprire le porte di casa per il ricambio dell'aria nelle ore più calde. Non dimenticare il calendario della fioritura; fai la doccia e lo shampoo tutti i giorni, per evitare che anche la più piccola particella di polline possa rimanere imprigionata tra le fibre dei tessuti oppure i capelli. Cura l'igiene della casa con una particolare attenzione per i tappeti e le pedane.

Sintomi delle allergie primaverili e possibili rimedi che trovi in farmacia

Le allergie primaverili si manifestano in primis con l'infiammazione delle mucose, mal di testa, congestione nasale, lacrimazione profusa, arrossamento delle congiuntive, starnuti, prurito agli occhi, al naso e alla gola. I sintomi non sono gravi, ma possono alterare l'umore e mettere a dura prova il tuo benessere. Nei casi più gravi, a questi disturbi possono aggiungersi anche tosse secca e stizzosa, difficoltà respiratorie e insonnia.

Puoi alleviare i sintomi con degli antistaminici, degli anti congestionanti e nei casi specifici anche dei broncodilatatori. In alternativa, puoi trovare nella natura e nell'alimentazione un valido supporto. Zenzero, aglio, radice di liquirizia, ginkgo biloba e camomilla sono degli eccellenti antistaminici. Alla dieta quotidiana aggiungi anche broccoli, cipolle e cibi ricchi di omega 3 che contrastano il rilascio dell'istamina.